Colf: 4 modi per trovare quella perfetta per te!

Più di 2 milioni di famiglie italiane si avvalgono dell’aiuto di una collaboratrice domestica. Leggendo le statistiche emerge che sono 1,5 milioni i lavoratori impegnati nel settore delle pulizie per un giro di affari che supera i 19 miliardi di euro. Nonostante questi dati trovare una colf è molto complicato.

Spesso non si conoscono i giusti canali per ricercare persone adatte alle pulizie e rimane molta diffidenza nel lasciare le chiavi di casa. Infatti, nella maggior parte dei casi le ricerca di una colf avviene tramite il passaparola o leggendo le inserzioni pubblicate nei vari siti. In ogni caso, rimangono dubbi e paure. Chi assume personale per le pulizie teme infatti danni in casa o che qualche complemento prezioso possa essere rubato. In questi casi ingaggiare qualcuno che aiuti a mantenere in ordine diventa uno stress e fonte di preoccupazioni, piuttosto che la soluzione per semplificare le proprie giornate.

In realtà, per trovare una ditta qualificata che provveda alle pulizie di casa esistono tanti sistemi. Li abbiamo raccolti in questa guida, in modo da aiutare a compiere una scelta quando più possibile ragionata.

1. Sottoscrivere un contratto

Il primo modo per trovare una colf competente e affidabile che lavori a tempo pieno in casa è quello di formalizzare l’assunzione con un contratto. Grazie a questo accordo si potranno regolarizzare anche i rapporti con quei collaboratori che non vivono in famiglia, ma che prestano servizio in maniera continuativa e con scadenze regolari.

Grazie al contratto si avrà la certezza di non incorrere in sanzioni legate alle collaborazioni in nero e si fissano in modo chiaro tutti gli aspetti della collaborazione, dunque anche i turni e periodi di vacanza. Il contratto serve anche a stabilire un rapporto più semplice e confidenziale con la colf. Tuttavia, l’iter burocratico non è così semplice come si possa pensare e comporta dei costi legati anche al tft e alle assicurazioni.

2. Scegliere un’impresa di pulizie 

Altro buon metodo per trovare un collaboratore domestico è rivolgersi ad un’impresa di pulizie. Diversamente da quello che si potrebbe immaginare, questo non vuol dire contattare agenzie che si occupano solo della pulizia di condomini, strutture pubbliche, ospedali, scuole o altri grossi edifici. Esistono, infatti, molte società specializzate che provvedono alla pulizia degli appartamenti residenziali, anche di piccole dimensioni.

Un’agenzia di pulizie è assicurata contro danni e infortuni e non sarà necessario sottoscrivere un contratto con i singoli addetti. Quest’ultimi, infatti, dipendono direttamente dalla stessa agenzia e sono stati accuratamente selezionati per offrire un servizio di qualità.

3. L’uso dei voucher

Introdotti per contrastare il lavoro in nero, i voucher sono dei buoni emessi dall’Inps che servono a retribuire i lavoratori occasionali, in modo da rendere la collaborazione legalizzata. I buoni si possono acquistare nelle tabaccherie, presso gli istituti di credito, alla posta e persino online. Il datore dovrà attivare il voucher informando l’Inps dell’inizio della collaborazione. Il buono ha un valore di 10 euro, importo che oltre a coprire la retribuzione della colf, comprende l’assicurazione e i costi previdenziali dell’intero servizio.

I voucher sono un’alternativa per coloro che cercano una colf da assumere in maniera regolare. Tuttavia l’attivazione del buono, così come le comunicazioni all’Inps, non sono molto immediate e semplici. Ecco perché trovare una colf usando i buoni non si rivela una buona soluzione per coloro che hanno particolari urgenze e desiderano mantenere la casa costantemente in ordine. Inoltre, sono poco efficaci per superare il problema del lavoro in nero, perché spesso vengono impiegati come sistema di pagamento per eludere le collaborazioni continuative.

4. Il passaparola 

La collaborazione con gli addetti alle pulizie spesso nasce da un semplice passa parola, soluzione assai in voga ma che nei fatti alimenta il fenomeno del mercato nero. Seguendo questa strada le tasse non verranno riscosse da parte dello Stato e ciò contribuisce in modo significato all’evasione fiscale.

Ingaggiare una colf senza un regolare contratto, in genere, prevede una tariffa oraria di circa 10 euro all’ora. Spesso si sceglie questa alternativa, che non prevede emissione di fattura, proprio per il prezzo basso e perché non sono previsti oneri assicurativi e previdenziali da corrispondere.

La retribuzione, che inizialmente potrebbe sembrare molto conveniente, in realtà nasconde tutta una serie di rischi che portano a delle gravi conseguenze. L’assenza di coperture assicurative non protegge datore e lavoratore in caso di danni e infortuni. A tutto questo bisogna aggiungere l’eventualità di incorrere in multe salate a causa dell’assunzione in nero. In questi casi il rapporto si basa sulla mera fiducia reciproca, i pagamenti avvengono in contanti e senza alcuna garanzia per le parti coinvolte.

Conclusione

I 4 modi esaminati per trovare una colf offrono pro e contro. Qualunque sia la vostra scelta finale, l’aspetto più importante è sicuramente quello di affidarsi a collaboratori domestici competenti, in grado di alleviare lo stress, anziché aggiungere motivi di preoccupazione.

Assumere regolarmente colf serie e affidabili potrà davvero cambiare la tua vita.

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